Circo “a domicilio”, tanto di cappello

“Ed ecco il circo, semplice ma suggestivo per i bimbi che dopo la fatica scolastica hanno un po’ di divertimento”. L’incipit è non è mio di A., ormai 11enne, sempre più autonoma (che voglia una rubrica tutta sua?). Lei a dire la verità non c’era neppure allo spettacolo allestito nei giardinetti accanto alla scuola, ma evidentemente ricordava bene l’esperienza (ripetuta più volte negli anni), perché è andata proprio così. di Severino Colombo

 

Al “divertimento” mi limito ad aggiungere solo un pizzico di magia, ché le bocche aperte davanti numeri del mago c’erano davvero (e non erano solo quelle dei bambini). La formula del circo “a domicilio”  è rodatissima, comoda e gradita, è qualcosa che somiglia al teatro popolare di una volta che andava a rallegrare le periferie: ci sono un clown tutto fare (è pure mago, presentatore, mangiafuoco…), una ballerina-giocoliera-assistente e poco altro (due cagnolini svegli e un serpente addormentato); ci sono i bimbi accalcati sulle seggioline della miniplatea e i grandi tutt’attorno a godersi lo spettacolo (salvo arretrare di qualche passo quando arriva il clown con il cappello per raccogliere le offerte L).


Ps. Visti i precedenti in materia circense spero nell’indifferenza delle mamme-tigri
Ps 2. Il circo gira, un giorno è qua l’altro là, per sapere le prossime tappe occorre chiamare il 320.7811900

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